Allergia alimentare nel gatto: segnali e dieta di eliminazione

Come si riconosce un'allergia alimentare nel gatto, come funziona la dieta di eliminazione e perché durante il cambio il gatto non va mai lasciato a digiuno.

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L'allergia alimentare nel gatto si manifesta soprattutto con prurito intenso a testa, collo e orecchie, crosticine, zone senza pelo per il troppo leccarsi e, in alcuni gatti, vomito o feci molli che tornano spesso. Non esiste un esame del sangue o del pelo affidabile per scoprirla: l'unico metodo valido è la dieta di eliminazione, alcune settimane con un alimento che il gatto non ha mai mangiato, seguite dalla reintroduzione del vecchio cibo. A differenza del cane, il gatto non deve mai restare a digiuno durante il cambio di dieta.

La dieta si imposta con il veterinario o con un nutrizionista per gatti, dopo aver escluso le altre cause di prurito. Il principio è lo stesso spiegato nella guida all'intolleranza alimentare nel cane, ma il gatto ha alcune regole in più: qui trovi i segnali da riconoscere, le fasi della dieta e gli errori da evitare.

Allergia o intolleranza alimentare nel gatto

  • Allergia alimentare: il sistema immunitario reagisce in modo esagerato a un componente del cibo, quasi sempre una proteina. Nel gatto le fonti chiamate in causa più spesso sono quelle che mangia da più tempo, come manzo, pesce, pollo o latticini.
  • Intolleranza alimentare: il gatto digerisce male un alimento, ma il sistema immunitario non c'entra. Dà soprattutto disturbi digestivi.

Per te cambia poco: in entrambi i casi la strada per capire quale alimento è il problema è la stessa. Il gatto non diventa allergico a un cibo appena provato, ma di solito a qualcosa che mangia da mesi o anni, anche se finora "è sempre andato bene".

I segnali dell'allergia alimentare nel gatto

Sulla pelle:

  • prurito intenso a testa, collo e orecchie, a volte con piccole ferite che il gatto si procura grattandosi;
  • tante crosticine piccole, che si sentono accarezzandolo più di quanto si vedano;
  • zone senza pelo su pancia, interno cosce o fianchi, perché si lecca troppo: molti gatti lo fanno di nascosto e tu vedi solo il pelo diradato;
  • lesioni arrossate su labbra, mento o pancia, e otiti che ritornano.

Nell'intestino:

Gli stessi segnali hanno molte altre cause possibili: pulci (frequentissime anche nei gatti che vivono in casa), acari, infezioni, allergie ambientali, stress, malattie intestinali. Per questo il primo passo è sempre la visita veterinaria, e la dieta si imposta solo dopo aver escluso le altre cause.

Quando è urgente

Vai subito dal veterinario o in una clinica con pronto soccorso se il gatto respira a fatica, ha il muso o le labbra gonfie, è molto abbattuto, vomita più volte di seguito o ha diarrea con sangue. Senti il veterinario in giornata se non mangia da 24 ore, se è un gattino con diarrea o se si è procurato ferite profonde grattandosi.

Dieta ipoallergenica nel gatto: come funziona la dieta di eliminazione

1. Prima, la visita

Il veterinario esclude pulci, altri parassiti e infezioni della pelle e, se serve, li tratta. Un'infezione va risolta prima di iniziare: altrimenti non si capisce se il miglioramento dipende dalla dieta.

2. La scelta dell'alimento

Le strade, da valutare con il professionista, sono tre:

  • un alimento commerciale con proteine idrolizzate, cioè spezzate in frammenti così piccoli che il sistema immunitario di solito non le riconosce;
  • un alimento commerciale con una proteina nuova, mai mangiata prima dal tuo gatto;
  • una dieta casalinga con una sola proteina nuova.

Per scegliere serve l'elenco di tutto quello che il gatto ha mangiato finora, compresi snack, paté, bocconcini e assaggi. Nel gatto la dieta casalinga è più delicata che nel cane: è un carnivoro stretto e ha bisogno di nutrienti precisi, come la taurina, che se mancano causano problemi seri. Se si sceglie questa strada deve formularla un nutrizionista: i rischi sono spiegati nella guida sulla dieta casalinga per gatti.

3. Il passaggio al nuovo cibo, senza digiuni

È qui che il gatto è diverso dal cane. Molti gatti rifiutano un cibo nuovo, e lasciarli senza mangiare "finché non si abituano" è pericoloso: dopo uno o due giorni di digiuno può comparire un grave problema al fegato, come spiegato nella guida sul gatto che non mangia. Quindi:

  • fai il passaggio con gradualità, seguendo lo schema per cambiare il cibo al gatto e i tempi che ti indica il professionista;
  • se il gatto mangia molto meno del solito o salta i pasti per un giorno, non insistere: senti il veterinario o il nutrizionista, che ti proporrà un'alternativa;
  • se in casa ci sono più gatti, organizza i pasti in modo che il gatto in prova non mangi dalle altre ciotole (e viceversa).

4. La prova: di solito almeno 8 settimane

Per tutto il periodo il gatto mangia solo l'alimento scelto: niente snack, paste aromatizzate per il pelo, avanzi, latte o cibo degli altri animali. Chiedi al veterinario un'alternativa anche per i farmaci o gli antiparassitari aromatizzati. Se il gatto esce e caccia, o trova cibo dai vicini, la prova rischia di non essere attendibile: parlane prima di iniziare. Ogni settimana annota prurito (da 0 a 10), zone senza pelo, vomito, feci e peso.

5. La reintroduzione

Se i segnali migliorano, il veterinario ti chiederà di ridare il vecchio cibo per qualche giorno. Se il prurito o i disturbi tornano, l'allergia alimentare è confermata. Poi si possono provare i singoli ingredienti, uno alla volta, e scegliere un'alimentazione completa e bilanciata da mantenere nel tempo.

Gli errori più comuni

  • Comprare un cibo "per gatti sensibili" senza controllare quali proteine contiene.
  • Cambiare cibo spesso "per vedere": ogni cambio confonde il risultato.
  • Interrompere la dieta dopo due o tre settimane perché il prurito non è ancora sparito.
  • Concedere "solo un bocconcino" di prosciutto o di paté.
  • Saltare la reintroduzione: il miglioramento poteva dipendere da altro.

Cosa può fare un nutrizionista online e cosa richiede la visita

La visita in presenza serve per esaminare pelle e orecchie, cercare parassiti e infezioni, fare eventuali esami e impostare le terapie, che prescrive il veterinario che visita il gatto.

La dieta, invece, si imposta e si segue molto bene a distanza, ed è un vantaggio per i gatti che vivono male trasportino e macchina. In videochiamata un nutrizionista veterinario può:

  • ricostruire con te la storia alimentare del gatto e scegliere l'alimento più adatto alla prova;
  • aiutarti a gestire il passaggio se il gatto è diffidente verso i sapori nuovi;
  • seguire le settimane della prova e la reintroduzione e, alla fine, impostare un Piano alimentare personalizzato o una Dieta casalinga bilanciata.

Per capire chi è questa figura e cosa preparare per la consulenza leggi la guida sul nutrizionista veterinario. Il nutrizionista lavora insieme al tuo veterinario, non al suo posto.

Domande frequenti

Quanto dura la dieta di eliminazione nel gatto?

Di solito almeno 8 settimane, a volte di più se la pelle migliora lentamente. È il veterinario a decidere quando passare alla reintroduzione.

Esiste un test per l'allergia alimentare del gatto?

I test del sangue, del pelo o della saliva proposti per allergie e intolleranze alimentari non sono considerati affidabili. Lo strumento valido resta la dieta di eliminazione seguita dalla reintroduzione.

Il gatto rifiuta il cibo nuovo: cosa faccio?

Non lasciarlo a digiuno sperando che si abitui. Se mangia molto meno del solito o salta i pasti per un giorno, senti il veterinario o il nutrizionista per trovare un'alternativa.

Un gatto che vive solo in casa può avere le pulci?

Sì. Le pulci possono entrare con le persone o con altri animali e sono una delle cause più frequenti di prurito nel gatto. Per questo il veterinario le esclude prima di iniziare la dieta.

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